
"Calogero Mannino, detto Lillo, da ministro dell'Agricoltura
nel 1988 firmò la legge 164 che disciplina la Denominazione
d'origine controllata del vino. Mannino cura le viti che addolciscono
una delle tante colline dell'isola e sta costruendo una cantina
di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri
medioevali. Ha impiegato il tempo forzatamente libero (dopo quello,
lunghissimo, che ingiustamente gli tolse la carcerazione preventiva)
nel bere grandi conoscenze enostoriche ed enotecniche dagli uomini
di scienza. Al di là del poderoso lavoro di ricerca (ha
selezionato 4.500 foglie diverse di vite sull'isola), egli produce
vini di singolare eccellenza. Il più famoso è il
passito Abraxas, alla vetta di quanto mi sia stato dato di assaggiare
nel settore. Il passito è vino che si muove su un delicato
asse d'equilibrio. Cadere è facile. Qui la marcia è
splendida, senza tentennamenti. Ma sorprese piacevoli vengono
anche dai vini secchi come il Kuddia delle Ginestre, uno zibibbo
in purezza fermentato in barrique per 76 giorni e frutto di una
vigna di 70 anni. Parla una lunga bellissima e mai ascoltata.
Segue il fratello Kuddia del Gallo, che Gino Veronelli definì
"alsaziano di Pantelleria" per lo sposalizio dello zibibbo
con vitigni francesi. E infine il magnifico, sorprendente rosso
Kuddia di Zè, un ironico, sorprendente e perfettamente
riuscito Chateauneuf du Pape. L'unico in Italia, a quanto pare."